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UN PROBLEMA TROPPO SPESSO SOTTOVALUTATO: LE INFESTAZIONI DA UCCELLI

A molti sarà capitato di litigare con qualche vicino o condomino particolarmente amante degli animali che lasciando “da mangiare agli uccellini” ha creato una massiccia presenza di volatili in pianta stabile intorno a casa vostra. Bene, sappiate che avevate tutte le ragioni per lamentarvi in quanto le “infestazioni da volatili” come si chiamano in gergo tecnico possono essere pericolose quanto quelle da insetti o roditori se non addirittura di più.

I piccioni non temono l’uomo e sono soliti invadere i nostri spazi.

Gli uccelli infestanti sono infatti portatori di diverse patologie oltre che di altri parassiti dannosi per l’uomo come pulci, zecche e acari che vivono sui volatili e nei loro nidi. Alcune delle malattie che veicolano possono essere molto pericolose come ad esempio l’influenza aviaria o la Psittacosi (una forma di polmonite).
Attenzione! Gli uccelli non diffondono le malattie solo con i loro escrementi come si potrebbe credere ma pure tramite il contatto con le le loro piume e nidi. Ecco quindi che può diventare pericoloso anche il provvedere da soli a pulire dove hanno sporcato.

Gabbiani in cerca di rifiuti nel centro di Roma.

MA QUALI SONO GLI UCCELLI INFESTANTI?
Di solito si pensa che questa categoria comprenda solo piccioni (che sporcano molto) e gabbiani (che sono pure aggressivi e possono ferire seriamente una persona) ma non è così. Sono infatti fonte di problemi anche i comuni passeri. Questa diffusissima specie infatti nidifica ogni anno nello stesso posto creando così dei veri e propri nidi anche per funghi, batteri e insetti oltre che per i propri piccoli. Non ha inoltre paura di entrare in ambienti chiusi per rubare il cibo (e contaminare quello che rimane) il che lo rende estremamente nocivo per le aziende alimentari ma anche potenziale vettore di malattie nelle cucine domestiche.

Il passero non ha paura di avvicinarsi all’uomo per rubargli il cibo.

Molte persone invece forse non saprebbero nemmeno descrivere uno storno ma questo volatile, vivendo in gruppi anche di 100 esemplari, può essere fonte di problemi molto seri sia in campagna sia in città. Se da un lato infatti si ciba di coltivazioni dall’altro, vivendo in grandi stormi, crea grossi accumuli di guano che sono terreno di proliferazione per funghi che possono anche essere letali per l’uomo. Non da ultimo ha abitudini notturne particolarmente rumorose.

Lo storno vive in grossi stormi che sono causa di grandi quantità di grano e di forti rumori notturni.

COME LIBERARSENE?

Di tutti gli animali infestanti i volatili sono i più difficili da eliminare anche perché, benché non siano affatto in via d’estinzione, alcuni di essi sono classificati come specie protetta. E’ quindi inevitabile dover ricorrere a tecnici specializzati sia per allontanarli sia per prevenire la loro presenza.

 

AVERE LA CASA INFESTATA SENZA SAPERLO: LE CIMICI DEI LETTI

Da alcuni anni a questa parte ci siamo purtroppo abituati alla fastidiosa presenza delle cimici, soprattutto l’asiatica (quella di colore marrone scuro) giunta nel nostro Paese nel 2011 e divenuta un vero flagello per le nostre coltivazioni. In inverno poi si rifugiano nelle nostre case per sfuggire al freddo e tornare poi nei campi a fare danni in estate.
C’è tuttavia un altro tipo di cimice da sempre presente in Italia e che, come lascia immaginare il suo nome, si trova solo nelle abitazioni. Stiamo parlando della Cimex lectularius ovvero della cimice dei letti.

Un esemplare di cimice dei letti.

 

Si tratta di un insetto ematofago ovvero si nutre del sangue che succhia dall’uomo o da altri animali nelle ore notturne. Per questo motivo proliferano nei pressi dei luoghi dove l’uomo passa la notte, in primis i letti, formando dei focolai d’infestazione che possono arrivare ad essere composti da migliaia di esemplari.

La cimice dei letti era uno dei più diffusi parassiti dell’uomo fino agli anni ’40 del ‘900. La sua presenza nel mondo aveva poi cominciato a declinare fino a scomparire quasi del tutto, verosimilmente grazie all’uso massiccio degli insetticidi. A partire dagli anni ’90 è invece  purtroppo ricomparsa in molti Paesi, si ipotizza per varie concause come l’introduzione del riscaldamento centralizzato negli edifici, la globalizzazione, l’aumento dei viaggi nel mondo e non ultimo una resistenza biologica che questo insetto ha sviluppato nei confronti di varie categorie di biocidi.

Cimici dei letti su un materasso.

Fino ad oggi si escludeva la sua capacità di trasmettere malattie ma recenti studi hanno dimostrato che può veicolare la malattia di Chagas, una infezione che può diventare cronica e che come sintomi può andare dalla febbre fino all’insufficienza cardiaca. Un altro problema possono essere le reazioni allergiche al morso mentre in tutti i casi si creano lesioni altamente pruriginose che possono durare fino a 3 settimane.

Le reazioni cutanee alle punture della cimice dei letti.

COME ELIMINARLA: essendo un insetto notturno non è facile accorgersi della sua presenza almeno finchè i focolai d’infestazione non diventano davvero grandi. Un campanello d’allarme in inverno è lo svegliarsi con delle tipiche reazioni cutanee da puntura d’insetto. data la remota possibilità che si tratti di punture di zanzara è opportuno procedere subito con una accurata ispezione dei materassi. L’individuazione e l’eliminazione di un focolaio nel materasso tramite l’uso di insetticidi specifici non è però affatto una garanzia di risoluzione del problema. Oltre che dentro i materassi il Cimex lectularius si può annidare nei tessuti, nella struttura di legno del  letto, nei tappeti, ecc. Qualunque nascondiglio è buono purché sia vicino alla loro fonte di nutrimento (cioè il nostro letto). E’ quindi consigliabile rivolgersi ad uno specialista che provveda alla disinfestazione totale di tutta la casa con un trattamento ad azoto liquido che non lascia nessun residuo tossico nell’abitazione.

COME PREVENIRE LE INFESTAZIONI: si raccomanda di non portare in casa letti, materassi e cuscini usati.  E’ consigliabile inoltre non lasciare mai borse o valige e più in generale indumenti a terra. Gli indumenti, specie i capi d’intimo, dovrebbero inoltre essere lavati ad alte temperature (60 gradi) e conservati in buste di plastica. Vanno evitate le fodere di carta nei cassetti. In inverno può essere utile far entrare aria fredda nella stanza ed esporre al sole il materasso.

NIENTE INFESTAZIONI IN INVERNO? SBAGLIATO!

Anche nelle aziende è diffusa l’idea che il problema delle infestazioni sia prettamente stagionale e quindi non si presenti nei mesi più freddi dell’anno. Si tratta però di una convinzione sbagliata. Ogni stagione ha le sue criticità in tema di infestanti e l’inverno non fa eccezione. In particolare proprio l’arrivo del freddo spinge ancora di più insetti e roditori a cercare riparo in luoghi chiusi e caldi. Alcuni di essi entrano in una specie di letargo chiamato diapausa, un processo che rallenta il metabolismo e consente loro di non nutrirsi per lunghi mesi. Altri invece restano sempre attivi come ad esempio le cimici dei letti. Non dimentichiamo infine che gli inverni sono diventati più miti e meno piovosi permettendo una maggiore sopravvivenza di molti animali ed insetti in quanto il gelo invernale non funge più da elemento regolatore effettuando una selezione naturale e l’arrivo anticipato delle temperature
miti ne favorisce la prematura comparsa ed esplosione numerica.
Gli infestanti più attivi e pericolosi nei mesi freddi restano tuttavia i topi. Nel loro caso alla necessità di trovare ambienti caldi si unisce il fatto di essere già per natura sinantropici ovvero sono attratti dagli ambienti abitati dall’uomo in quanto ricchi di cibo e e con presenza scarsa o assente di predatori naturali. Essendo animali molto adattabili si possono annidare ovunque, dagli impianti fognari ai tetti degli edifici, e si manifestano non solo (come si può credere) nelle aziende alimentari ma anche in uffici, abitazioni ed impianti industriali causando problemi anche molto gravi. I roditori sono infatti vettori diretti o indiretti di numerose patologie (encefaliti da zecche, tifo murino, tubercolosi, peste, salmonellosi, toxoplasmosi, ecc.) attraverso la contaminazione degli ambienti, delle superfici e degli alimenti.
Se poi parliamo di attività rivolte al pubblico come bar e ristoranti il danno d’immagine può essere catastrofico.
Negli allevamenti zootecnici possono invece non solo trasmettere vari patogeni al bestiame ma anche rubare o contaminare i mangimi e, aspetto questo spesso non considerato, essere fonte di stress per gli animali con conseguente diminuzione della loro produttività.
Non dimentichiamoci infine dei danni strutturali che i roditori creano con la loro incessante attività di rosura a cavi, tessuti, suppellettili ed altro.